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Notizia

17.07.17 05:55 Età: 126 days

GRAN CASINO'

 

Storie di chi gioca sulla pelle degli altri

GIOVEDI' 20 LUGLIO ore 21

Una produzione ITINERARIA TEATRO con Fabrizio De Giovanni Regia Gilberto Colla Direttore tecnico Maria Chiara Di Marco Luci Luca Sabatino Testo Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni VINCITORE DEL PREMIO NAZIONALE ENRIQUEZ 2016 (miglior attore – miglior Compagnia nella sez. Teatro Civile)

 

“L’azzardo non è un gioco”, urla da più parti la Società civile.

"L'azzardo è un cancro sociale" tuona Papa Bergoglio, che lo definisce “un flagello al pari del narcotraffico”. Tanto nelle grandi città quanto nelle province, assistiamo ad una proliferazione dell’offerta del gioco d'azzardo legale, sostenuta da una promozione pubblicitaria sempre più massiccia e aggressiva.

A Milano, non c'è zona in cui non campeggi dalla facciata di un palazzo il faccione sorridente di qualche lotteria istantanea o sala slot virtuale o reale ... Persino sulle bustine di zucchero si trovano i numeri dell'ennesima lotteria! Se è vero che sempre più associazioni e cittadini chiedono con determinazione alle Istituzioni di regolamentare il settore, ponendo dei limiti all’offerta del gioco, è pur vero che spesso ci si dimentica di indagare la composizione delle Commissioni chiamate a definire le regole. Ex politici, che hanno collaborato alla redazione del testo unico sui giochi saltano la palizzata e vengono assoldati dalle Concessionarie; Manager delle multinazionali dell’azzardo vengono candidati al Parlamento e assumono incarichi nella gestione politica del settore. Una babele del business ad ogni costo. E il costo lo sappiamo è elevatissimo: vite spezzate, famiglie distrutte, costi sociali inestimabili. I più drastici sostengono che “con la fame di soldi e di sponsorizzazioni che c'è, i gestori del gioco presto entreranno anche dove oggi pare inimmaginabile. Arriveranno ad istituire fondi per le 'buone cause’ e ce li ritroveremo a bussare finanche alle scuole". Ma sappiamo bene che non si arriverà mai ad una tale bestialità. Perché di fronte alla latitanza di certe Istituzioni ci sono moltitudini di cittadini che, riuniti in libere organizzazioni insieme anche al mondo della scuola, collaborano a costruire argini culturali a questo fenomeno. Questo spettacolo, dal canto suo, si offre come strumento di comunicazione emotiva e al contempo razionale per stimolare l’indignazione e creare consapevolezza. Così si scopre come in un’Italia che da decenni è in forte declino economico e sociale, il gioco d’azzardo ha fatto registrare un exploit travolgente: il fatturato dell’azzardo legale è passato dai 26 miliardi di euro del 2005, ai 98 miliardi di euro del 2015. Gli italiani sono meno dell’1% della popolazione del pianeta, ma nei giochi on line rappresentano il 23% del mercato mondiale.

Ogni cittadino italiano, minorenni compresi, si è giocato in media l’anno scorso più di 1.500 euro. Molti hanno intravisto nel gioco d’azzardo la soluzione ai propri problemi economici e si sono gettati a capofitto nel mare delle scommesse; lo Stato, dal canto suo, ha pensato bene di risolvere i propri deficit di bilancio andando a pescare nel torbido dell’azzardo per aumentare le entrate fiscali. “Gran Casinò”: uno spettacolo per DIRE NO AL GIOCO D’AZZARDO, anche a quello legale, e per contribuire a creare consapevolezza su un perverso business gestito dalle lobby del gioco e dalla malavita. Perché questo cancro sociale cessi di propagarsi nelle menti e nell’animo di milioni di cittadini.