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Notizia

05.09.16 14:08 Età: 1 year

Assaggi ad ARTE#5

 

Autunnale con brio.

Assaggi ad ARTE#5

Autunnale con brio.
a cura di Elisabetta Di Sopra. Testo di Chiara Tavella

 inaugurazione della mostra di PIERO CASARIN

Venerdi 16 settembre, ore 18.30
al Caffè Letterario di Villa Varda

 Per tutto il periodo della mostra lo chef propone un menù ispirato alle opere dell'artista

per info e prenotazioni: 333 443 3722 info@caffeletterariovillavarda.it

Autunnale con brio

 

Dopo i “tempi lenti” delle mostre autunnali e invernali, centrate sui colori incolore del bianco e del bruno, dopo l’accelerando di rosa-rosso-arancio e l’esplosione di verde delle mostre di primavera - estate, il Caffè Letterario di Villa Varda ospita un’esposizione che può richiamare in qualche modo l’autunno, ma in una versione certamente lontana dall’aura malinconica di solito associata a questa stagione, se mai in una chiave briosa e “energetica” che ricorda la pop art.

Vengono infatti presentate opere di Piero Casarin che hanno per tema le betulle, di cui sono raffigurati solo i tronchi, chiari e snelli, scanditi in profondità in uno spazio che è – o meglio dovrebbe essere – quello di un bosco. Ma qui sta il bello: questo sfondo naturalistico compare solo parzialmente in alcune opere, in altre viene del tutto annullato in favore di un colore piatto, irreale, un giallo, un fuxia sparati a tutta velocità sul supporto, al punto da dare l’impressione di una apparizione onirica. O addirittura, a fare da sfondo, è una superficie a specchio, che sottolinea in sommo grado il contrasto tra la definizione realistica del tronco degli alberi – con le loro rugosità, le chiazze bruno - grigie sulla corteccia bianca e l’andamento sinuoso, danzante dei rami – e lo sfondo appunto, che a questo punto non solo non è realistico ma addirittura “spiazza” l’osservatore riflettendolo, introducendolo in un “bosco” che lo ingloba in sé insieme allo spazio antistante. Solo un gioco? Solo un gusto della sperimentazione che nasce dall’attrazione di Casarin per materiali e supporti inusuali?

Non direi. Queste opere, proposte in mostra come una sorta di installazione, di “ambiente ” percorribile, che ne accentua l’impatto sull’osservatore, si pongono in continuità con una produzione che sembrerebbe muovere da intenzioni diverse: una pittura figurativa, di natura, tesa a cogliere l’impressione che un albero, un cespuglio fiorito, una parete rocciosa, una strada sterrata che si inoltra tra il verde, lasciano sull’artista. Sono per lo più i boschi del Montello, la campagna del Trevigiano, le Dolomiti; sono i luoghi delle scorribande, in moto e a piedi, di Casarin, tratteggiati con una pittura corposa e veloce insieme, con una ruvidità accentuata talvolta dal supporto irregolare in truciolato, con un colore caldo e vivo, quasi del tutto privo di nero, che, pur mantenendosi fedele al vero, riveste la natura rappresentata di un carattere emotivo, quasi una carezza affettuosa. In questo senso vanno letti anche gli sfondi “irreali” della serie delle betulle, non una sperimentazione fine a se stessa, non un arzigogolo concettuale o una citazione viziata di intellettualismo – anche se il richiamo al pop, alla sua “allegria” formale e cromatica ci sta, ma finisce qui – quanto un modo per rendere anche più esplicita, coinvolgente e “personale” quella natura – e dunque un passo importante, direi, nel percorso di Casarin. Un modo per farci sentire come Casarin stesso sente i “suoi” boschi, i “suoi” fiori, il “suo” paesaggio, con una leggerezza che, come ha scritto Isabella Panfido[1] “non significa superficialità o frivolezza, ma lievità, freschezza, ironia, segno senza sedimentazione, né indagine extrapercettiva”. E dunque siano, le betulle, di cui l’occhio accarezza ogni minima asperità della corteccia e apprezza l’eleganza femminea del fusto, svettanti su fondi gioiosi di giallo, rosa, blu!

 

Chiara Tavella

 


[1]     Cfr: I Panfido, presentazione in Piero Casarin. 2006-2007, catalogo della mostra, Tai di Cadore (Belluno), 28 luglio – 18 agosto 2007, s.p.. Si vedano anche: Piero Casarin. 2001-2005, catalogo della mostra, testi di C. Sala, M.P. Serena, O. Biasi, G. Martini,Treviso 2005; Piero Casarin. 2007-2008, catalogo della mostra, testi di C. Montanaro e E. Ghinato, Treviso 2008.