Comune di Brugnera



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Elementi architettonici

l'ingresso alla villa
l'ingresso alla villa
la scalinata
la scalinata

Il parco diVilla Varda presenta, inoltre, significativi elementi architettonici; elementi che sono garanzia della suggestione che il connubio fra natura ed intervento dell’uomo riesce talvolta a dare. Questi edifici, avvolti in un unico spazio connettivo costituito dal verde del parco, sono stati costruiti in epoche diverse e consentono, lungo il percorso di visita alla Villa, soste e riflessioni sulla storia e sulla natura.

  • l’aranciera a cinque arcate, con soprastante terrazza e balaustra in pietra, situata a breve distanza dal corpo centrale della villa. Si tratta di una serra costruita nel primo Novecento e restaurata dall’architetto Rupolo, nata come serra fredda per la protezione invernale delle piante esotiche (stando alla documentazione fotografica), e per essere utilizzata come salotto all’aperto nella stagione estiva.
  • la cappella seicentesca che contiene le spoglie del suo edificatore, Fabio Mazzoleni. Già esistente al tempo del riassetto definitivo del parco, restaurata dall’architetto Rupolo e affrescata dal pittore T. Donadon all’inizio del secolo in forme neogotiche su un edificio preesistente fatto erigere nel 1670 dai proprietari di allora, i Mazzoleni.
  • la ghiacciaia (la jassera, come veniva chiamata), nella cui parte interrata venivano accumulati neve e ghiaccio per la conservazione degli alimenti. Nel 1932 vi fu costruita una torre merlata, contenente un serbatoio dove veniva accumulata l’acqua per l’irrigazione del giardino e l’alimentazione delle due fontane.
  • un piccolo mausoleo che raccoglie le spoglie dei Morpurgo, proprietari di Villa Varda fino al 1943.
  • una serie di edifici destinati alle attività agricole (fra le quali anche quello destinato all’essicatura dei bozzoli, coltivazione sviluppata anche a Villa Varda), che completano il complesso. Tra questi, merita di essere nominato il Canevon.

Edificato all’inizio dell’Ottocento (è assente da una mappa militare napoleonica del 1798-1805, mentre è presente nel catasto austriaco del 1830-1850), in origine doveva essere una cantina (da cui il nome). Successivamente fu invece destinato a stalla, con l’aggiunta di alcuni corpi. Attualmente l’edificio è stato restaurato ed è stato riportato  alle linee originali, ripristinando l’annesso “giardino delle rose”.