Comune di Brugnera





Origini - Mazzoleni

Dal secolo XII al 1692

Il toponimo Guarda – ora Varda – vanta ascendenze germaniche e designando un posto di osservazione ben si addice a questo luogo che, posto sulla sponda sinistra di un’ampia ansa del fiume Livenza, è compreso nel Regolado della Villa di San Cassan, Comitatus Brugnarie, Patria Forum Juli. Le origini sono avvolte nella nebbia di una storia fatta di grandi e quotidiane e umane tribolazioni che mai hanno meritato di essere scritte a memoria dei posteri. I primi segni documentali appartengono all’amministrazione comitale dei Conti Porcia Brugnera.

1328

Il Conte Federigo Porcia Brugnera acquista da Zaccaria de Vidol un maso ovvero una pezza di terra detta Saccon posta appresso la terra di Brugnaria. Tale toponimo indica il vasto appezzamento posto nella depressione dell’ansa che si trova a sud/est del viale di accesso proprio di fronte  l’attuale Palazzo.

1499

I Turchi giungono a Guarda il 24 novembre seminando il terrore onde tutti gli habitatori fuggirono nelle terre, nelle quali fù molta paura, perché il fumo delle ville, che ardevano da lontano, mise gran terrore à i Cittadini. Ma i villani che fuggivano con i loro figliuoli, bestiame, & robe, incontrando quelli su le porte, accrescevano maggior paura. I danni, per famiglie già povere, furono ingenti ed il cronista non mancò di registrare anche quelli subiti da Gregol da Garda il quale perse uno carro de vin spanto. Un lecto cum li fornimenti perso. Biave minute e grosse molte perse e consumate. Vestimenta alcune perse. Massericie molte.

1544

Guarda è oggetto di complesse transazioni che vede il Conte Manfredo Porcia recuperare la possession de Guarda dal signor Panfilo de Valvason et fratello et venderla al magnifico sig. Conte Nicolò Collalto in ragion di ducati 19 il campo a fabbriche morte.

1550

Il Nobil Homo Heronymus Mazzolinus Parmenses si reca personalmente al Castello dove il notaio documenta importanti transazioni immobiliari.

1554

Nei registri dell’amministrazione comitale viene posta nota de miglioramenti d'arbori, vide et case fatti per il q. Pietro fratello de maistro Pigozzo da Guarda sopra la possession de ditto luogo di Guarda al presente dell'Illustre signor Ensidio et fratelli Collalto.

1559

Un rogito documentata una vendita fatta da  Hieronymo q. Daniel da Guarda per nome suo et di Giacomo suo fratello et di Battista figliolo del detto Giacomo all'illustre signor conte Ensidio di Collalto q. conte Nicolò delli miglioramenti et fabbriche per loro fatte sopra campi cento ottanta quattro nel luogo della Guarda.

1566

Negli archivi dell’Avogaria di Comun - Venezia - è registrato il seguente contratto matrimoniale: Messere Bartolamio di Vardi fu di M.r Zuani promessa colà la honesta et pudica giovane M.na Marietta sua figliola legittima al sponsale M.r Cesare Mazzoleni di M.r Zuan Pietro et sua degna sposa et moglie come comanda il Sig. Iddio et la S.ma Madre Chiesa: cola dote de ducati cinquemila.

1580

La situazione economica del Nobiluomo Geronimo Mazzoleni precipita e, nonostante i prestiti, è condannato anche con il pignoramento di immobili e da questo momento nulla ci è più dato sapere di lui.

1582

Un accurato inventario dei beni della Luminaria di San Cassiano ci informa che i suoi possedimenti si estendono, per buona parte, nel segnatico di Guarda e che i confini delle pertie, dei pratuselli e casali con curtivo  lambiscono il bosco de Guarda, la terra delli olmari, il boschetto de Guarda, il pra del pos e il bar de le fragole. Queste sono tutte proprietà di Cesare Mazzoleni de Venetiis, consorte di Marietta sposata nel 1566 proprio a Venezia. Un dettagliato rilevamento dei beni ci consente di definire l’entità dei beni ubicati in Villa Varda:

Campi cinquanta in circa con casa per mio uso parte arativi e parte prativi posti in Villa de Guarda sotto Brugnera nella Patria del Friul;

In ditta Villa campi trenta in circa parte arativi e parte prativi e vallivi misti e magri quali tien alla parte Olivo Mian, et si puo trazer in parte dal Patron formento netto, batuda la semenza stava sedese veneziani

Campi trentadoi in circa posti in ditta Villa arativi, pradi, valle, rive, terre lisiere e magre dalle quali con fatica si traze la spesa e la semenza e poco più; li quali tien a parte Antonio da Gaiarine e si traze in parte del Patron formento netto, batudo la semenza stava dodese veneziani

Campi sedese in circa posti in Villa de San Cassan de Livenza sotto Brugnera tien alla parte Agnolo de Tomolo e si suol trazer in parte dal Patron formento netto, batudo la semenza stava sette Veneziani

Campi trentacinque in circa posta in Villa de Maron sotto Brugnera tenuti à fitto per Michiel de Trucolo e Consorti e mi paga d’affitto formento stava quindese venezianiCampi tre posti in Villa de Guarda Territorio ditto, quali tien à fitto Pietro Bruttobon

1614

Cesare Mazzoleni, nel proprio testamento, dichiara di aver adottato Cesaretto mio nepote figlio del q. Fabio Paulini e della q. madonna Prudentia mia figliola ... perché detto Cesaretto mio Nepote dopo la morte di detto ... suo Padre è stato da me sempre tenuto in casa et alimentato, gobernato et servito come figliol proprio habendolo sempre venerato et amato secondo da suo Padre e Madre castamente raccomandato ed essendo stato creato suo tutore.

Cesare Paulini diviene erede della proprietà di Villa Varda e del cognome materno firmandosi d’ora in avanti Cesare Mazzoleni

1649

Nel mese di luglio, il notaio afferma di essersi recato personalmente in Villa di Guarda nel Palazzo del Chiarissimo Cesare Mazzoleni per redigere degli atti di compravendita. Un mese dopo dichiara che il nobiluomo vi risiede.

1670

In questi anni avviene il passaggio di successione ereditaria da Cerare ai figli ed in particolare a Fabio che esercita a Venezia la professione di Medico Fisico.

1692

Fabio, persona assai religiosa, è sepolto nella chiesetta che ha provveduto a costruire in sostituzione del Capitello dela Menegotta. La pietra tombale ci ricorda che egli morì il 30 novembre 1692 all’età di 57 anni e che solo coloro che seguono gli insegnamenti di Ippocrate possono essere felici.