Comune di Brugnera





Amalteo – Marinoni – Giacomuzzi – Morpurgo

Dal 1776 al 1867

1776

Il Fedecommesso Mazzoleni stabilisce che: In caso che la linea mascolina di Cà Negri mancasse dal primo settembre sino all’ultimo febbraio vadi da primogenito in primogenito nella casa dell’Illustrissimo Amalteo.

Giambattista Amalteo raccoglie l’eredità Negri in quanto capofamiglia del Casato Amalteo.

1780

I Conti Porcia vantano pretese di successione ed intentano causa agli Amalteo. Visti riconosciuti i propri diritti, l’Amalteo aggiunge una nuova «fortuna» alle proprietà di famiglia che da più di un secolo tiene nel contado di Brugnera. 

1780

Il notaio Manzari si reca in Villa Varda, per rogare la compravendita di alcuni terreni alienati dai nobili Sig.ri Dall’Acqua.

1788

Con Bolla Vescovile del 15 luglio pella scarsezza dè Sacerdoti le quotidiane messe dell’Oratorio della Beata Vergine del Carmelo lasciate in legato da Fabio Mazzoleni sono ridotte e moderate a 230 Messe annuali col l’elemosina di venete lire dieci per ogni messa.

1790

Per diritto di primogenitura i beni del casato, alla morte di Giambattista, passano al primogenito Ascanio detto il Mazzoleni.

1796

Con procura notarile Ascanio ha nominato, creato ed istituito in suo legittimo nunzio, procuratore e commesso il Sig. Teodoro ... abitante in San Cassian di Livenza il quale si fa carico di accettare e portar le veci a nome di Nobile suo proprietario.

1804

Nel palazzo di Varda viene rogata una permuta a nome del Nob. Ascanio Fabio Amalteo Mazzoleni q. G.Batta come erede del q. Fabio Mazzoleni per primogenitura.

1809

A nome dell’Amalteo il procuratore Antonio Segatto acquista "una terra posta e sita in Villa Guarda loco detto el Barbier fra confini noti".

1824

Il Vescovo di Vittorio Veneto Mons. Iacopo Monico autorizza, pella maggior scarsezza dè Sacerdoti un’ulteriore riduzione a 154 messe annuali.

1825

Ascanio muore senza eredi diretti ed il patrimonio, come proprietà indivisa, passa al capofamiglia Giambattista a nome dell’intero casato. Il patrimonio viene amministrato dal nipote Conte Porcia a nome e per conto degli zii.

1848

Il Rev.do Orazio Amalteo padrone cogli altri Amaltei della sostanza Mazzoleni celebrava egli la detta Messa ed ottine facoltà di far celebrare le sudd.tte Messe fuori dall’Oratorio di Guarda.

1849

Giambattista designa proprio erede universale - fatti salvi alcuni legati - il Conte Paolo Porcia. Più precisamente egli lascia a titolo di  legato ai suoi Nipoti Francesco, Carlo, Gio.Batta Nobili Marinoni figli della nob. Irene Amalteo sorella del defunto testatore e premorta allo stesso, il Palazzo Dominicale di Guarda con tutte le adiacenze e campi aderenti condotti dal Gastaldo per Economia, la casa colonica tenuta da Pizzuto Giuseppe, la casa abitata da Lazzer Antonio, la casa abitata da Pegolo Angelo e la casa abitata dalla vedova Paludetto, la casa abitata da Bazzo Antonio, la casa tenuta in affitto da Gorgazzi Antonio al Ponte di Sopra di Brugnera, la casa di Maron abitata da Sebastiano Sonego con li fondi in allora lavorati dagli indicati affittuali e coloni mezzadri e censiti nella mappa di Brugnera; di più legava un campo circa affittato a Dolfo di Baldin Pasqualino posto in Parrocchia di Francenigo ed in quella mappa censito; legava inoltre le Bovarie padronali, attrezzi rurali e vasi vinari, come pure le mobiglie esistenti nel palazzo dominicale e adiacenze.

1850

I fondi di Varda sono posti a garanzia di un mutuo acceso con i Conti Papadopoli di Venezia per 33.650,65 lire austriache.

1852

La morte di Giambattista segna l’estinzione di questa nobile famiglia opitergina e la proprietà di Varda passa Marinoni non solo come eredi ma anche a saldo di un vecchio debito di 10.000 ducati veneti - maturato a 29.600 lire austriache - che gli Amalteo tenevano verso i nipoti in quanto eredi della Sig.ra Giorgia Marina Marinoni. Ma siccome sono molti gli obblighi e pegni tanto pubblici che privati, quali aggravano questo legato, ... stando così le cose e non convenendo ai Nobili Sig.ri Marinoni abitanti in Pola di far amministrare in lontano paese la sostanza legata, si sono determinati fino dal Dicembre 1852 di passare alla alienazione di tale legato, ed avendo ritrovato nella Sig.ra Marietta Giacomuzzi Caine l’acquirente stabiliscono con essa il prezzo e le condizioni.

1852

La proprietà è acquistata al prezzo di 116.000 lire austriache da Maria Giacomuzzi in Caine, facoltosa e possidente signora veneziana, residente anche a Chiarano dove nascono i figli Vincenzo (1844) e Giacomo Antonio (1847). Oltre alle già citate colonie la vendita riguarda Il Palazzo Dominicale, Oratorio, adiacenze, cortili, ortaglie e campi aderenti  tanto condotti dal Gastaldo, esso Francesco De Marchi, per economia, quanto dai Coloni a titolo di affitto e servitù e comprendeva  anche le Bovarie padronali esistenti nelle case Dominicali e coloniche, cavalli, se ve ne fossero, scorte vive e morte, nonché gli attrezzi rurali, vasi vinari, arredi vari e le mobiglie tutte esistenti nella Casa Padronale al momento della morte del Testatore.

1964

La signora Giacomuzzi-Caine si trova ad affrontare una difficile situazione economica e famigliare dovuta ad una grave malattia del marito Giuseppe il quale, nel 1872, muore a seguito di complicazioni subentrate ad una infermità di 14 anni e dopo lunga agonia.

1965

La Signora Giacomuzzi incomincia a vendere le proprietà e a smembrare l’azienda di Villa Varda. Lo stesso De Marchi, gastaldo sotto gli Amalteo, si rese deliberatorio dei beni posti in distretto di Sacile Comune di Brugnera  ... che furono esposti a pubblico incanto per difetto di pagamento delle pubbliche imposte a carico della Sig. Giacomuzzi.

1867

Dalle vendite ai pignoramenti il passo è breve. A causa di vecchie ed insolute ipoteche, ma anche perché Ella aggravò  anzi quel tenimento di altri e vistosi debiti; per cui  il curatore suscritto Sig. Leone Rocca del fu Marco intraprese gli atti esecutivi a carico di essa Maria ... e quindi quei beni tutti furono venduti all’asta in più esperimenti con magistrato della Pretura di Sacile. Quegli che si fece acquirente di quei beni fu il Sig. Commendatore Carlo Marco Morpurgo.